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La protagonista: Elisabetta Maiocchi, da 12 anni direttore risorse umane SIAE Microelettronica.

L’azienda: SIAE Microelettronica, multinazionale italiana nel settore telecomunicazioni  fondata nel 1952.

La best practice: 75.520 ore di formazione erogate grazie al Fondo Nuove Competenze.

Upskilling e reskilling: avete deciso di ri-formare tutta la popolazione aziendale?

«Abbiamo compreso la potenza del Fondo Nuove Competenze, che finanzia il costo delle ore di lavoro dei lavoratori impegnati nelle attività formative. E abbiamo deciso di mettere in piedi una massiccia operazione sia sulla capogruppo sia su SM Optics».

Dacci un po’ di numeri.

«In SIAE Microelettronica abbiamo coinvolto 737 persone per un totale di 59.898 ore, in SM Optics 268 persone e 15.622 ore. A ripensarci sono impressionata! Il feedback poi è la soddisfazione più grande: oltre il 75% di gradimento».

È stato complesso gestire il progetto dal punto di vista del Fondo?

«Abbiamo cominciato a novembre 2020 a livello di progettazione, a febbraio 21 abbiamo presentato la domanda, ad aprile è arrivato l’ok e da allora fino a settembre abbiamo erogato la formazione. Più che complesso, lo definirei impegnativo, specie l’attività di rendicontazione. Ma ne vale la pena sia dal punto di vista formativo sia di vantaggio economico per l’azienda».

Che percorsi avete organizzato?

«Siamo partiti dalle competenze digitali base, formando le persone su tutti i tool che permettono di accedere alle informazioni in modo digitale. Poi abbiamo allargato all’intera popolazione la formazione su leadership e soft skill che tipicamente viene fatta solo per i manager. E infine abbiamo cominciato con un primo approccio su tematiche di sostenibilità e circular economy».

Ci sono stati anche corsi specifici per alcuni team?

«Sì, per ricerca e sviluppo abbiamo fatto formazione su temi nuovi come 5G, AI e Big Data, co-progettando con Cefriel e Politecnico di Milano dei master innovativi».

Tutti i dipendenti in aula: solo come studenti?

«Al contrario, alcuni di loro sono diventati anche docenti: con il peer2peer learning, abbiamo sfruttato la competenza dei colleghi su tematiche come lettura analisi bilancio, controllo di gestione e processi produttivi. Così siamo riusciti a formare gli operai anche su novità sul mondo produttivo che loro toccano con mano tutti i giorni».