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La protagonista: Francesca Cortimiglia, HR manager in Gellify dal 2018.

L’azienda: Gellify è la prima piattaforma di innovazione in grado di connettere nella propria community le startup digitali B2B e le aziende tradizionali con l’obiettivo di innovare processi, prodotti e modelli di business.

La best practice: Intrapreneurship e imprenditorialità diffusa, un programma per fare dei propri dipendenti nuovi imprenditori.

Come si fa a trattenere le persone in azienda?

«Facendole diventare parte di un progetto. L’attaccamento alla maglia vorremmo che fosse oltre che morale, anche concreto, tangibile e appagante. Spesso sentiamo parlare di questi concetti e di intrapreneurship in maniera teorica, da noi invece ognuno si deve sentire protagonista diretto di uno o più successi imprenditoriali che costruiamo, sia dal punto di vista dei contenuti sia dal punto di vista economico».

Imprenditori in azienda, quindi: non è uno scherzo.

«Proviamo a rispondere alla domanda “perché non hai bisogno di cambiare azienda per diventare imprenditore?”: è un nuovo approccio che coinvolge tutte le persone e le fa co-operare per il benessere collettivo, cioè non solo dell’azienda ma anche loro».

Avete messo in campo due progetti: il primo lato contenuti.

«Abbiamo costruito la possibilità per alcune persone di utilizzare le proprie competenze per sviluppare nuove startup all’interno del nostro Copycat Venture Builder “Venture Box”. Hanno quindi tra le mani una sfida imprenditoriale senza dover cercarla fuori dall’azienda».

La seconda iniziativa tocca il portafoglio.

«In marzo abbiamo dato la possibilità a una parte delle persone in GFY di investire in Venture Box fino al 50% del proprio variabile. Le persone alle quali è indirizzata questa opportunità sono quelle per le quali un’operazione di questo tipo ha un maggiore impatto motivazionale ed economico. Come Gellify abbiamo raddoppiato l’investimento. In pratica, chi ha investito per esempio 1.000 euro si è trovato un valore di 2.000 euro, che naturalmente potrà variare in maniera importante nel tempo, come capita nelle startup».

Opportunità e rischio?

«Quando diventi di fatto imprenditore e investitore sei parte di un progetto nel bene e nel male, puoi avere un ottimo ritorno ma hai anche i rischi. Per questo motivo abbiamo dato la possibilità di investire al massimo il 50% del bonus».

Avete preso ispirazione all’estero?

«Sono due modelli originali, non li abbiamo copiati, abbiamo cercato una nostra strada per valorizzare le persone non solo a parole ma in modo concreto, interpretando ciò che l’azienda è: una startup diventata grande azienda che continua a innovare come una startup».