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Tutti parlano di wellbeing, ma qual è il reale stato dell’arte in Italia?

Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio sul Future of Work di RADICAL HR ha coinvolto HR provenienti da oltre 400 aziende in tutto il Paese e raccolto i dati nella prima ricerca italiana su questo tema: “Corporate Wellbeing Italia 2022”.

Dall’indagine emerge un dato preoccupante: seppur il wellbeing venga considerato una priorità, molte aziende sono impreparate, mancano strategie concrete e la consapevolezza del vero significato di wellbeing.

Nello specifico: 3 aziende italiane su 4 credono nel wellbeing, ma solo il 32,9% attua iniziative minime e meno del 4% ha programmi di formazione adeguati.

Il benessere sul posto di lavoro è fondamentale per rendere le nostre persone soddisfatte della propria vita professionale, più creative, innovative e produttive, eppure le azioni concrete sono ancora scarse e sporadiche.

“L’impressione è che, pur ponendosi l’obiettivo di migliorare il benessere dei dipendenti, rimangano troppo concentrate su se stesse senza riuscire ad ascoltare realmente le esigenze dei lavoratori” spiega Alessandro Rimassa, CEO e Founder di RADICAL HR.

In tal senso HR emerge come figura centrale per guidare l’organizzazione: i risultati migliori si registrano, infatti, nelle aziende dove HR ha maggiormente influenzato la dirigenza (36%).

Cosa possiamo fare noi HR? Essere una guida per CEO e leadership nel cambiamento culturale delle organizzazioni, affinché le persone vengano poste davvero al centro