Skip to main content

La protagonista: Laura Nurra, Colleague Market Partner Director – Italy di American Express.

L’azienda: American Express, società che opera nei servizi finanziari e di viaggio.

La best practice: Valorizzare l’unicità delle persone in azienda attraverso attività concrete e non convenzionali.

Da dove parte l’attenzione di American Express alla DE&I?

«La storia comincia molto tempo fa, perché American Express è stata la prima banca negli Stati Uniti ad assumere una donna, all’inizio del ‘900. Oggi continua a essere in prima fila per portare avanti l’attenzione a questi temi, in azienda e fuori. Nel 1987 siamo stati i primi a parlare di programmi di Inclusione, soprattutto legati a tematiche di genere».

Perché è così importante?

«Perché pensiamo che l’ambiente di lavoro sia un luogo in cui sentirsi liberi, non giudicati. Ognuno deve poter esprimere il proprio sé, senza avere paura. Solo così si vince come persone e come team».

DE&I: su che aree vi concentrate?

«Valorizziamo l’unicità di ognuno a partire dai 4 pilastri della nostra strategia DE&I: genere, Pride+, disabilità e giovani & multietnicità. L’obiettivo di base è generare consapevolezza attraverso formazione, eventi dedicati e community verticali/network».

Ci fai un esempio di attività?

«Abbiamo invitato Rosella Migliaccio per un workshop sull’armocromia. L’idea era di aiutare le nostre persone a migliorare non solo la loro immagine attraverso palette di colori in linea con la loro personalità, ma anche la consapevolezza di loro stesse. Sono incontri periodici a cui invitiamo spesso speaker esterni. Abbiamo avuto anche Drusilla Foer prima di Sanremo».

E per le tematiche di genere?

«In Amex in realtà il 70% delle persone sedute ai tavoli di potere sono donne. Ma questo non vuol dire che non ci sia molto altro da fare. Facciamo analisi costanti del gap salariale e ci impegniamo a formare le nuove generazioni di donne per condividere con loro percorsi di carriera del futuro. Inoltre dedichiamo tante attività anche ai giovani in generale, come il campus recruitment program o la partnership con la Bocconi».

Spesso un limite in Italia per la raccolta di dati su D&I è rappresentato dalla legge sulla privacy.

«È vero, noi rispetto ai colleghi americani abbiamo molti meno dati sulle tematiche di D&I. Per questo abbiamo lanciato Self-ID, un programma che permette a chi vuole di raccontare qualcosa di più sulla sua unicità, compilando in forma volontaria e confidenziale una scheda sul nostro portale.».

Come coinvolgete le persone e la leadership?

«Abbiamo una newsletter interna in cui raccontiamo best practice e a cui tutti possono contribuire. I nostri leader, anche internazionali, vengono intervistati nell’ambito dei leadership moment, momenti in cui ognuno racconta chi è e le iniziative messe in campo. Ognuno dei 4 pilastri di DE&I è supportato da executive sponsor interni e champion del business. Per noi l’attenzione alle tematiche di inclusione è fondamentale per chi vuole avere ruoli di leadership e costituisce il 50% della sua valutazione della performance. L’attenzione a temi di Diversity appartiene al DNA di American Express: non ne faremo mai a meno e continuerà ad essere uno dei temi di massima attenzione».